Persia è il nome storico strettamente legato all'odierno Iran. Il tatuaggio, chiamato khālkubi, compare nei racconti su ornamenti femminili, decorazione personale e vita quotidiana.
Fiori, uccelli, gazzelle e piccoli segni ornamentali decoravano visi e corpi. Nei di bellezza, punti tra le sopracciglia e motivi simili a bracciali mettevano colore permanente accanto a gioielli e cosmetici.
Rumi racconta di un uomo che chiede un leone tatuato sulla spalla, poi si lamenta del dolore. La storia rende il tatuaggio familiare e umano: volere un disegno impressionante è una cosa, sopportare l'ago un'altra.
I visitatori ottocenteschi descrivono mode mutevoli. Alcuni riferiscono un declino tra le élite urbane, mentre il tatuaggio continuava nei villaggi e nelle comunità nomadi, soprattutto nella Persia meridionale. Questi resoconti rivelano scelte e usanze diverse, non una pratica seguita da tutti nell'antico impero.
